REPORTAGE DAL FRONTE. Mostra di documenti fotografici sulla Grande Guerra.
passarin
REPORTAGE DAL FRONTE
Documenti
fotografici della Grande Guerra
La fotografia è divenuta, in un
arco di tempo molto breve, il più immediato, semplice e
comprensibile mezzo di documentazione e di espressione, il vero
linguaggio universale del nostro tempo. All’immagine fotografica è da
qualche tempo generalmente riconosciuta dignità di documento
storico e se per la Prima Guerra Mondiale l’uso dello strumento
fotografico non costituisce una innovazione assoluta è
unanimemente riconosciuto che l’utilizzo della rappresentazione visiva
assume un’importanza fondamentale sulle condotte militari e
propagandistiche, proprio in coincidenza con la Grande Guerra.
Nata
ufficialmente nel 1839, la fotografia divenne fin da subito un valido
strumento per lo sviluppo delle scienze militari. In pochi anni
vennero costruiti i primi apparecchi per le realizzazioni fotografiche
di studio del terreno. Negli anni successivi l’impiego valicò il
confine dell’ambito tecnico-scientifico dell’applicazione
fotogrammetrica e con il perfezionamento dei mezzi e delle tecniche di
laboratorio, la fotografia per l’immediatezza e la suggestione che
nessun altro tipo di documento riusciva a cogliere, divenne un
importante necessario strumento.
L’interesse per la fotografia che entrò logicamente in
concorrenza con le altre manifestazioni di arti visive, oltre a
diffondersi nella società civile (alla fine dell”800 numerose
pubblicazioni e altrettante riviste specializzate entrarono nei
circuiti culturali) divenne per
l’Esercito Italiano un punto di forza con la costituzione il 1°
aprile 1896 della Prima Sezione Fotografica militare.
Nella tragedia della Grande Guerra, la rappresentazione dei suoi
eventi, divenne con la fotografia documento spontaneo e umano, spesso
capolavoro di verità e di precisione. Dai giorni della
mobilitazione fino all’ultimo combattimento di trincea, l’uso
dell’immagine, la sua caratteristica matrice e il riconoscimento della
scrittura originaria della fotografia, divenne un fatto di
straordinaria importanza e senza precedenti. Ora a distanza di molti
anni riconosciamo che quella fotografia ha giocato un ruolo
sorprendentemente più grande di quanto già allora
previsto.
Le rappresentazioni istantanee, i
gesti, le fisionomie, sarebbero state irrimediabilmente perdute senza
quella diffusione che, anche se a fini quasi esclusivamente di
propaganda e di strategia militare, instaurò una nuova “cultura
fotografica”, che muoveva con la ricerca di certi temi e di
certe passioni, gli intendimenti di mostrare attraverso le immagini la
verità di un conflitto epocale.
Certo anche la fotografia, come ogni altro tipo di ricostruzione
storica, tende ad offrire una visione complessiva del momento a cui si
riferisce e assume appieno il suo significato di documento storico
soprattutto attraverso la mediazione del racconto. Ma l’energia,
l’intensità, l’efficacia, assieme all’emotività e alla
suggestione delle fotografie della Mostra
Reportage dal Fronte, superano di gran lunga qualsiasi
potenzialità di altre fonti documentarie e ci concedono alcuni
episodi della guerra imponendoci una visione che non ha bisogno di
altre verifiche razionali.
Uno storico inglese scriveva: “La
guerra è sempre stata madre di invenzioni. Le fotografie
storiche sono sue figlie. Nella Prima Guerra Mondiale la macchina
potè riprendere la vita del soldato qualunque, i ministri ed i
generali in parata e nella realtà quotidiana, gli strumenti di
distruzione, l’interno delle trincee e delle fabbriche di munizioni.
Grazie alla macchina fotografica possiamo rivivere la Prima Guerra
Mondiale e non solo di apprenderne le vicende in un libro.”.
L’intento della mostra, lontano dal voler presentare una ricostruzione
storica della Grande Guerra, ha però la piccola ambizione di far
vedere quella realtà: mostrare
come i suoi protagonisti vi si vedevano e volevano farsi vedere, con il
linguaggio del rappresentare e del rappresentarsi.
La documentazione fotografica
esposta proviene dalle Raccolte Storiche del Museo del Risorgimento e
della Resistenza di Vicenza. Molte di queste immagini sono state
raccolte dal Generale Guglielmo Pecori Giraldi, Comandante la I Armata
del Pasubio e conservate negli album ora del Museo.
Mauro
Passarin
Recoaro
Terme
Centro Polifunzionale "Giardino" - P.zza Vittorio Veneto 13
Dal 1 al 9 Novembre 2008
Orario: Tutti i giorni, 15 - 18 Giovedì 19 -
21 Sabato e Domenica
10 - 12 e 15 - 18
Inaugurazione: Venerdì 31
Ottobre, ore 12
Ingresso libero
Per
informazioni: 0445/793380
Comune di Recoaro Terme
, 18/11/2008