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REPORTAGE DAL FRONTE. Mostra di documenti fotografici sulla Grande Guerra. - Recoaro Terme, dal 1 al 9 Novembre 2008, Centro Polifunzionale "Giardino"


passarin

REPORTAGE DAL FRONTE
Documenti fotografici della Grande Guerra

La fotografia è divenuta, in un arco di tempo molto breve, il più immediato, semplice e comprensibile mezzo di documentazione e di espressione, il vero linguaggio universale del nostro tempo. All’immagine fotografica è da qualche tempo generalmente riconosciuta dignità di documento storico e se per la Prima Guerra Mondiale l’uso dello strumento fotografico non costituisce una innovazione assoluta è unanimemente riconosciuto che l’utilizzo della rappresentazione visiva assume un’importanza fondamentale sulle condotte militari e propagandistiche, proprio in coincidenza con la Grande Guerra.
Nata ufficialmente nel 1839, la fotografia divenne fin da subito un valido strumento per lo sviluppo delle scienze militari. In pochi anni vennero costruiti i primi apparecchi per le realizzazioni fotografiche di studio del terreno. Negli anni successivi l’impiego valicò il confine dell’ambito tecnico-scientifico dell’applicazione fotogrammetrica e con il perfezionamento dei mezzi e delle tecniche di laboratorio, la fotografia per l’immediatezza e la suggestione che nessun altro tipo di documento riusciva a cogliere, divenne un importante necessario strumento.
L’interesse per la fotografia che entrò logicamente in concorrenza con le altre manifestazioni di arti visive, oltre a diffondersi nella società civile (alla fine dell”800 numerose pubblicazioni e altrettante riviste specializzate entrarono nei circuiti culturali) divenne per l’Esercito Italiano un punto di forza con la costituzione il 1° aprile 1896 della Prima Sezione Fotografica militare.
Nella tragedia della Grande Guerra, la rappresentazione dei suoi eventi, divenne con la fotografia documento spontaneo e umano, spesso capolavoro di verità e di precisione. Dai giorni della mobilitazione fino all’ultimo combattimento di trincea, l’uso dell’immagine, la sua caratteristica matrice e il riconoscimento della scrittura originaria della fotografia, divenne un fatto di straordinaria importanza e senza precedenti. Ora a distanza di molti anni riconosciamo che quella fotografia ha giocato un ruolo sorprendentemente più grande di quanto già allora previsto.
Le rappresentazioni istantanee, i gesti, le fisionomie, sarebbero state irrimediabilmente perdute senza quella diffusione che, anche se a fini quasi esclusivamente di propaganda e di strategia militare, instaurò una nuova “cultura fotografica”, che muoveva con la ricerca di certi temi e di certe passioni, gli intendimenti di mostrare attraverso le immagini la verità di un conflitto epocale.
Certo anche la fotografia, come ogni altro tipo di ricostruzione storica, tende ad offrire una visione complessiva del momento a cui si riferisce e assume appieno il suo significato di documento storico soprattutto attraverso la mediazione del racconto. Ma l’energia, l’intensità, l’efficacia, assieme all’emotività e alla suggestione delle fotografie della Mostra Reportage dal Fronte, superano di gran lunga qualsiasi potenzialità di altre fonti documentarie e ci concedono alcuni episodi della guerra imponendoci una visione che non ha bisogno di altre verifiche razionali.
Uno storico inglese scriveva: “La guerra è sempre stata madre di invenzioni. Le fotografie storiche sono sue figlie. Nella Prima Guerra Mondiale la macchina potè riprendere la vita del soldato qualunque, i ministri ed i generali in parata e nella realtà quotidiana, gli strumenti di distruzione, l’interno delle trincee e delle fabbriche di munizioni. Grazie alla macchina fotografica possiamo rivivere la Prima Guerra Mondiale e non solo di apprenderne le vicende in un libro.”.
L’intento della mostra, lontano dal voler presentare una ricostruzione storica della Grande Guerra, ha però la piccola ambizione di far vedere quella realtà: mostrare come i suoi protagonisti vi si vedevano e volevano farsi vedere, con il linguaggio del rappresentare e del rappresentarsi.
La documentazione fotografica esposta proviene dalle Raccolte Storiche del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza. Molte di queste immagini sono state raccolte dal Generale Guglielmo Pecori Giraldi, Comandante la I Armata del Pasubio e conservate negli album ora del Museo.

Mauro Passarin



Recoaro Terme
Centro Polifunzionale "Giardino" - P.zza Vittorio Veneto 13

Dal 1 al 9 Novembre 2008
Orario: Tutti i giorni, 15 - 18 Giovedì 19 - 21 Sabato e Domenica 10 - 12 e 15 - 18
Inaugurazione: Venerdì 31 Ottobre, ore 12
Ingresso libero
Per informazioni: 0445/793380



Comune di Recoaro Terme , 18/11/2008




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